<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?><oembed><version>1.0</version><provider_name>Sonia Alfano</provider_name><provider_url>https://soniaalfano.blogactiv.eu</provider_url><author_name>Sonia Alfano MEP</author_name><author_url>https://soniaalfano.blogactiv.eu/author/soniaalfano/</author_url><title>Problema amianto in Italia: interrogazione alla Commissione Europea</title><html>&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;img class=&quot;alignleft&quot; style=&quot;margin: 3px&quot; src=&quot;http://www.soniaalfano.it/wp-content/uploads/2012/10/amianto-300x236.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;300&quot; height=&quot;236&quot; /&gt;Tra il 2015 e il 2020, in Italia, vi sarà il picco massimo dei &lt;strong&gt;morti per amianto.&lt;/strong&gt; Lo raccontano i dati forniti dall’&lt;strong&gt;Istituto superiore della Sanità&lt;/strong&gt;: sono estremamente preoccupanti, soprattutto se si pensa alle migliaia di vittime per patologie asbesto-correlate. L’amianto è stato “messo al bando” – pur se con colpevoli ritardi da parte dell’Italia – ormai da un ventennio. Eppure è un problema assolutamente attuale in quanto, secondo il realistico quadro disegnato dall’&lt;strong&gt;Osservatorio Nazionale Amianto&lt;/strong&gt;, avvelena gli studenti, gli insegnanti e il personale di almeno 2400 scuole ed è presente in numerose altre strutture pubbliche (una recente denuncia riguarda la caserma della &lt;strong&gt;Guardia di Finanza&lt;/strong&gt; “Cefalonia Corfù” di Roma). Per non pensare a tutto l’amianto sparso sul territorio italiano, il cui&lt;strong&gt; smaltimento illecito&lt;/strong&gt; rappresenta un vero e proprio &lt;strong&gt;business per le ecomafie&lt;/strong&gt;. E’ evidente quindi l’inadeguatezza dell’Italia di fronte ad una questione gravissima che riguarda innanzitutto la salute dei cittadini: sostanzialmente non esiste un piano di intervento concreto per la mappatura e le bonifiche ambientali e sanitarie. Vi sono notevoli difformità da Regione a Regione. Peraltro, sono indubbie anche le mancanze dello Stato nei confronti degli esposti e degli ex esposti alla &lt;em&gt;fibra killer&lt;/em&gt;: dal sostegno all’assistenza, per finire con i benefici previdenziali. Tutto assolutamente insufficiente, vista la dimensione del problema. Per questo &lt;a href=&quot;http://www.soniaalfano.it/2012/10/16/problema-amianto-in-italia/&quot;&gt;ho interrogato la &lt;strong&gt;Commissione Europea&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;.
Si parla tanto di far ripartire l’economia. Perché, piuttosto che pensare al TAV, non viene programmato e incentivato un trasparente piano di bonifica nazionale? Rappresenterebbe un vero e proprio investimento pubblico il cui risultato nel medio-lungo periodo sarebbe incommensurabile: la vita e la salute dei nostri figli e delle generazioni future.&lt;/p&gt;</html><type>rich</type></oembed>