<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?><oembed><version>1.0</version><provider_name>Sonia Alfano</provider_name><provider_url>https://soniaalfano.blogactiv.eu</provider_url><author_name>Sonia Alfano MEP</author_name><author_url>https://soniaalfano.blogactiv.eu/author/soniaalfano/</author_url><title>Fracking in Italia: interrogazione alla Commissione Europea</title><html>&lt;em&gt;di &lt;strong&gt;Fiorentino d’Arco&lt;/strong&gt; (&lt;a href=&quot;http://www.maremmaefuturo.it/&quot;&gt;sito web&lt;/a&gt;)&lt;/em&gt;

&lt;img class=&quot;alignleft&quot; style=&quot;margin: 3px&quot; src=&quot;http://www.soniaalfano.it/wp-content/uploads/2012/10/Fracking-300x230.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;300&quot; height=&quot;230&quot; /&gt;Ormai se ne parla sempre più spesso: in Maremma è stata utilizzata, per la prima volta in Italia, la &lt;strong&gt;fratturazione idraulica&lt;/strong&gt; (frac-job). Ci tocca questo triste primato, di cui avremmo fatto volentieri a meno! Del fracking in Maremma siamo stati i primi a parlarne attraverso il sito&lt;a href=&quot;http://www.maremmaefuturo.it/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;www.maremmaefuturo.it&lt;/a&gt;.

La Maremma è un territorio riconosciuto come&lt;strong&gt;Distretto Rurale d’Europa&lt;/strong&gt; per il suo mix di natura, cultura, archeologia e agricoltura di qualità. Proprio in questo splendido territorio, a nord della città di Grosseto, il Ministero dello sviluppo economico ha concesso due autorizzazioni (Casoni e Fiume Bruna) per estrarre gas metano, nel caso specifico gas di scisto (shale gas).

La società intestataria delle concessioni è la &lt;strong&gt;Independent Energy Solutions&lt;/strong&gt; (capitale sociale 15.000€) di proprietà della britannica &lt;strong&gt;Independent Resources plc&lt;/strong&gt; che a sua volta, tramite la &lt;strong&gt;Independent Gas Management&lt;/strong&gt;, controlla l’85% della &lt;strong&gt;Erg Storage&lt;/strong&gt; che doveva stoccare il gas metano a Rivara in Emilia.

Nel 2010 sono stati trivellati i primi due pozzi di ricerca e, nonostante la volontà da più parti di non ammettere che la tecnica di fracking sia stata utilizzata in Italia, dalla relazione della &lt;strong&gt;IES&lt;/strong&gt; si legge chiaramente:
&lt;blockquote&gt;&lt;em&gt;A hydraulic fracture operation coupled with a ceramic proppant, designed to enhance productivity, completed successfully and this was followed by a production test that began on 17 April 2010.&lt;/em&gt;

&lt;em&gt;Trad.: Un’operazione di frattura idraulica accoppiata con un proppant di ceramica, progettato per migliorare la produttività, è stata completata con successo e questo è stato seguito da una prova di produzione che ha avuto inizio il 17 aprile 2010&lt;/em&gt;.&lt;/blockquote&gt;
La fratturazione idraulica è una tecnica di estrazione del gas di scisto molto discussa in tutto il mondo, perchè ritenuta &lt;strong&gt;dannosa per l’ambiente e per la salute&lt;/strong&gt; degli abitanti della zona. E’ stata vietata in &lt;strong&gt;Francia&lt;/strong&gt;, in &lt;strong&gt;Bulgaria&lt;/strong&gt;e nello stato del &lt;strong&gt;Vermont&lt;/strong&gt; (Stati Uniti), mentre in &lt;strong&gt;Germania&lt;/strong&gt; e in &lt;strong&gt;Gran Bretagna&lt;/strong&gt; si discute per bandirla.

Nei documenti ufficiali si parla di utilizzo di “tecniche innovative” (&lt;em&gt;così viene chiamata la fratturazione idraulica per nascondere una verità scomoda&lt;/em&gt;) e siamo convinti che non tutti conoscono i rischi ad essa collegati. &lt;strong&gt;Questa tecnica prevede la perforazione di un pozzo verticale e poi orizzontale in cui pompare acqua, azoto liquido, microsfere di ceramica (&lt;em&gt;proppant&lt;/em&gt;) e additivi ad elevata pressione per fratturare la roccia del sottosuolo.&lt;/strong&gt;

Si utilizzano additivi chimici: quali sono? In altre parti del mondo per le perforazioni sono stati utilizzati additivi altamente tossici. La composizione non viene fornita e nascosta sotto l’assurda motivazione che si tratta di “segreto industriale”. Dall’esperienza del Nord America su un totale di 260 sostanze almeno 58 presentano rischi per l’ambiente e la salute. Una delle sostanze è il &lt;strong&gt;cloruro di tetrametilammonio&lt;/strong&gt; che è tossico e nocivo per l’acqua potabile anche in piccole dosi.
Dai documenti ormai resi pubblici, ci risulta che l’estrazione prevede un pozzo ogni 40-60 ettari per estrarre 2,4 miliardi di metri cubi di gas nell’arco di vita del progetto Fiume Bruna.

I rischi legati a questa tecnica sono ormai confermati da documenti ufficiali come, ad esempio la &lt;a href=&quot;http://www.maremmaefuturo.it/doc/Relazione_Commissione_Euro20110715ATT24183IT.pdf&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;relazione presentata da una commissione di studio della Comunità Europea “Impatto dell’estrazione di gas e olio di scisto sull’ambiente e sulla salute umana”&lt;/a&gt; (2011):

● potenziale inquinamento delle acque con le sostanze chimiche provenienti dal processo di fratturazione;
● sostanze radioattive di origine naturale come uranio, torio e radio legati alla roccia vengono trasportati in superficie con i fluidi di riflusso;
● inquinamento atmosferico per l’evaporazione di sostanze dannose;
● enorme consumo di risorse naturali (acqua);
● emissione di composti aromatici come benzene e xilene che provegono prevalentemente dalla compressione e lavorazione del gas;
● sostanze radioattive iniettate come traccianti all’intero dei pozzi in fase di perforazione;
● terremoti indotti dal processo di fratturazione idraulica o dall’iniezione di acque reflue.

Inoltre la &lt;a href=&quot;http://www.maremmaefuturo.it/doc/AEA_commissioneEuropea02.PNG&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;relazione presentata dalla AEA Tech nel 2012&lt;/a&gt;, commissionata dalla DG Environment della Commissione Europea, ha confermato questi rischi collegati al fracking.  Forse il punto più dibattuto è quello relativo alla &lt;strong&gt;correlazione tra fratturazione idraulica e terremoti&lt;/strong&gt;. A tal proposito ricordiamo che già nella relazione dell’agenzia governativa americana EPA “Earthquake hazard associated with deep well injection – A report to the U.S. Environmental Protection Agency” che analizzò i terremoti che si verificarono nelle Rocky Mountain Arsenal vicino Denver nel 1966-67 dopo l’iniezione di fluido nel sottosuolo per idrofratturare, si evidenziava la forte correlazione tra l’iniezione e i terremoti. Infine vorremmo ricordare a chi è chiamato a prendere decisioni su questo argomento che “&lt;em&gt;il futuro della Maremma è il futuro dei nostri figli e non vogliamo costringerli a dover fuggire dalla terra dei loro padri&lt;/em&gt;”.
&lt;h4 style=&quot;text-align: center&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href=&quot;http://www.soniaalfano.it/2012/10/03/rischio-ambientale-per-lutilizzo-del-fracking-in-maremma-italia/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;QUI l’interrogazione presentata alla Commissione Europea&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/h4&gt;
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