<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?><oembed><version>1.0</version><provider_name>Sonia Alfano</provider_name><provider_url>https://soniaalfano.blogactiv.eu</provider_url><author_name>Sonia Alfano MEP</author_name><author_url>https://soniaalfano.blogactiv.eu/author/soniaalfano/</author_url><title>TAV e smaltimento materiali da scavo: interrogazione alla Commissione Europea</title><html>&lt;p style=&quot;text-align: center&quot;&gt;&lt;img class=&quot;aligncenter&quot; style=&quot;margin-top: 3px;margin-bottom: 3px&quot; src=&quot;http://www.soniaalfano.it/wp-content/uploads/2012/07/tav-cantiere.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;333&quot; height=&quot;186&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Il &lt;strong&gt;Tav&lt;/strong&gt; non è un problema tutto piemontese. Anche a Firenze c’è una battaglia da portare avanti. Noi, dall’Europa, la stiamo facendo insieme all’&lt;strong&gt;Associazione Idra&lt;/strong&gt;, che si occupa di promozione e tutela del patrimonio ambientale e culturale. Risulta evidente, leggendo le circostanziate osservazioni dell’associazione inviate al Commissario &lt;strong&gt;Potočnik&lt;/strong&gt; circa una settimana fa, che da tempo &lt;a href=&quot;http://idrafirenze.wordpress.com/2012/07/24/tav-nuova-normativa-su-terre-da-scavo-e-materiali-di-riporto-idra-interviene-a-bruxelles-in-difesa-di-firenze-e-non-solo/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;in Italia si tenta di &lt;strong&gt;escludere dalla nozione di rifiuto le terre e rocce da scavo e matrici di riporto&lt;/strong&gt;, pur se fortemente contaminate, e di derubricarle a “sottoprodotti” riciclabili (in &lt;strong&gt;contrasto&lt;/strong&gt; con quanto fissato dalle &lt;strong&gt;direttive europee&lt;/strong&gt;)&lt;/a&gt;. In questa maniera tali materiali diverrebbero facilmente oggetto di smaltimenti &lt;strong&gt;inadeguati&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;dannosi&lt;/strong&gt; per la tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini. Non sono da escludere, peraltro, come emerge dal rapporto &lt;strong&gt;Ecomafia 2012&lt;/strong&gt; di&lt;strong&gt;Legambiente&lt;/strong&gt;, forti interessi da parte della &lt;strong&gt;criminalità organizzata mafiosa&lt;/strong&gt; a questo genere di attività. Attualmente la Commissione Europea sta analizzando il decreto del governo italiano col quale si cerca di facilitare la costruzione di grandi opere, escludendo qualsiasi tutela e controllo ambientale. Danni ambientali e mafie a tutti i costi. Per questo ho presentato un’&lt;strong&gt;&lt;a href=&quot;http://www.soniaalfano.it/2012/07/25/grandi-opere-e-procedure-di-smaltimento-delle-terre-e-rocce-da-scavo-regolamento-ministeriale-italiano-e-violazione-delle-direttive-europee/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;interrogazione prioritaria alla Commissione&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;, nel tentativo di fare pressione affinchè, come già accaduto nel 2007, il decreto venga &lt;strong&gt;bloccato per violazione delle direttive europee&lt;/strong&gt;. Un primissimo impatto di questo decreto si avrebbe nell’ambito dei &lt;strong&gt;cantieri TAV di Firenze&lt;/strong&gt; dove i rischi ambientali e le incertezze, ancora oggi, a un soffio dal presunto inizio dei lavori, caratterizzano gli scenari di trasporto e smaltimento dei materiali di scavo e delle eventuali sostanze inquinanti presenti.&lt;/p&gt;</html><type>rich</type></oembed>